BENI AMBIENTALI
LE PALUDI

Probabilmente l'insediamento preistorico relativo al Comune di
San Donaci si sarà formato in prossimità di corsi o di stagni di acqua. Questo, poichè era più agevole oltre che di minor fatica, avere l'acqua a portata di mano.
Le prime comunità ed insediamenti risalgono all'era di cui sono stati ritrovati reperti archeologici come attrezzi da guerra, asce, tombe e vasellame. L'acqua quindi è stata da sempre fonte di vita, di benessere, di abbondanza anche perchè nei pressi di acquitrini e paludi c'era una folta vegetazione e fauna, specie in terra come la Puglia dove per via della latidudine, le piogge sono storicamente scarse.
L'insediamento si è andato via via più estendendosi verso la zona più alta, ad oriente, ma anche verso la zona più vicina ad un canale detto "Cona" che raccoglie e smaltisce le acque piovane da nord-est rispetto all'abitato ovvero della contrada "Montalieri". Questo, perchè, probabilmente, per via dello scolo dell'acqua piovana questo canale forniva acqua corrente all'abitato. E' ben noto che la turbolenza dell'acqua corrente include, strada facendo, ossigeno risultando quindi un'acqua più salubre di quella stagnante.
Le paludi nei primi anni del 900 condizionavano lo sviluppo e la crescita della popolazione di San Donaci, poichè, per via della presenza della zanzara, si aveva una zona malarica, cosa che portava ad una selezione naturale di individui. Bisogna tener presente, quindi, che esisteva un habitat naturale per specie sia animale che vegetale veramente raro per le nostre zone. Le paludi erano meta di volatili migratori oltre che di specie animali oramai estinti o in via di estinzione, inoltre erano presenti specie vegetali utili e rare.

Con la bonifica del 1922 si sottraggono all'acqua, che scola dalle zone limitrofe, diverse centinaia di ettari di terreno, favorendo lo scolo delle acque attraverso un canale intercettore perimetrale che raccoglie la stessa e, con debole pendenza le conduce verso inghiottitoi naturali detti "ore". Queste, infatti convogliano le acque nelle falde freatiche e di fondo trovando vie di scorrimento in formazione e cunicoli carsici creatisi nel corso di millenni ad opera di uno stillicidio dell'acqua verso il fondo. Tutto questo ha portato ad una evoluzione biologica animale e vegetale dell'intera zona. Infatti oggi assistiamo, per lunghi periodi, ad "impadulamenti" che provocano danni alle colture annue che, per inerzia biologica, permettono la presenza di volatili migratori.
Pertanto, risultando improduttivi e, quindi, inconvenienti, i proprietari dei terreni hanno abbandonato e provveduto allo svilimento di vigneti dell'intera zona paludosa. Visto che i terreni sono stati oramai compromessi nel senso della produttività, l'Amministrazione Comunale di San Donaci e l'Amministrazione Provinciale di Brindisi stanno approntando un progetto per trasformare la zona "Paludi" in un Parco Naturale Acquatico. Il progetto consiste nella realizzazione di un Parco Acquatico lacustre in cui sia ripristinato un habitat naturale per specie animali e vegetali in via di estinzione. Insomma, si tratta di realizzare una sorta di giardino acquatico di interesse scientifico e culturale per studiosi e tecnici, ma, soprattutto meta di gitanti.
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